per coloro che sanno "che sono in nuova zelanda" , e hanno pensato che magari ero finita schicciata sotto un masso, no..il terremoto era lontano da qui, ma è triste e ci sono parecchi morti.
(e questo, dopo mesi di silenzio, è il peggior aggiornamento do blog mai visto! fail)
Tuesday, February 22, 2011
Monday, January 31, 2011
Friday, January 21, 2011
donne in italia
firmare, per favore...
importantissimo.
http://www.unita.it/donne/dove-siete-donne-diciamo-ora-basta-firma-br-oltre-28mila-firme-braschi-dandini-e-zanardo-1.266963
importantissimo.
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Thursday, January 6, 2011
diving
oggi pomeriggio sono andata a fare la mia prima immersione solitaria!
non era davvero un'immersione, era piuttosto snorkeling, senza respiratore e bombole. e la visisbilità non era nemmeno questo granchè, ho visto principalmente alghe in movimento, tanta sabbia in sopsensione e qualche solito pesce non eccitante ... ma comunque sono soddisfatta perchè volevo rompere questo muro che mi innervosiva: sdi solito mi affido sempre a qualcuno che guida la spedizione marina.
stavolta invece..ho fatto da sola: controllato le maree, il vento (cannato in pieno l'idea della visibilità, ma almeno non mi ha trasportato in alto mare:)), l'attrezzatura ...e sono a casa viva, rinfrescata, e assi contenta!
bisous a tous le monde
chia
non era davvero un'immersione, era piuttosto snorkeling, senza respiratore e bombole. e la visisbilità non era nemmeno questo granchè, ho visto principalmente alghe in movimento, tanta sabbia in sopsensione e qualche solito pesce non eccitante ... ma comunque sono soddisfatta perchè volevo rompere questo muro che mi innervosiva: sdi solito mi affido sempre a qualcuno che guida la spedizione marina.
stavolta invece..ho fatto da sola: controllato le maree, il vento (cannato in pieno l'idea della visibilità, ma almeno non mi ha trasportato in alto mare:)), l'attrezzatura ...e sono a casa viva, rinfrescata, e assi contenta!
bisous a tous le monde
chia
dove vado a correre
stasera tempo da lupi! nah... aria tiepidissima ma un vento che alza spruzzi nel mezzo della baia e fa strillare senza sosta ( da ore!!) gli alberi delle barche a vela.
sono in una nuova casa in riva al mare. non mia! ovvio, magari... lasciata incustodia per un settimana dal mio secondo supervisore, ben, un omino di miele. un omone, per la verità, o forse una via di mezzo, un uomo, via. però dolce.
davanti a me l'evans bay yacht club, responsabile di questa foresta di spinnaker e pennoni e alberi maestri che mi sta assordando da mezzo pomeriggio, ma anche, con ogni probabilità, del mio corso di vela chei inizierà a febbraio. quindi lo yacht club viene perdonato :)
non volgio stare a dirlo, la questa casa è una meraviglia. ho annegato delle piante di peperoncino e basilico che mi sono state lasciate in custodia, ho leggiucchiato tutti i libri, visto due documentari, occupato con dovuto zelo per ore il posto a tavola davanti a due finestre giganti, che specchiano il bianco della casa nel blu di questo mare che si fa rispettare.
ho studiato un pò-persino :)
e a metà di un pagina oggi ho alzato gli occhi e c'era un arcobaleno gigante, una sezione larga e quasi piatta di circonferenza, che partiva da una delle lingue di terra che corrono a est lungo la strada e finiva nell'acqua dritta davanti a me. dall'agitazione mi è venuto caldo e mi sono sfilata la felpa incastrandomi mentre cercavo affannosamente la macchina fortografica. la striscia di colori mi sembrava così fantastica ma fragile che avevo paura sparisse prima che potessi immortalarla.
invece sono riuscita. come sono riuscta ieri a fotografare un manto di nubi che attaccava di soppiatto il lato nascosto delle colline, sull'altro braccio della baia. quel che si vedeva da qui era un soffio lattiginoso che scavalcava il bordo di alberi, e chiaramente progettava di riversarsi e riempire il pezzo di mare in mezzo.
click, click. sono una pena a fare le foto ma mi dispiace testimoniare tutte queste piccole variazioni sul tema in silenzio, e da sola. o no, non che mi dispiaccia: ma se non le blocchi a volte ti sopraffanno in numero, countless, endless little wonders.
non è proprio da me fare questi pensieri!!!
al più presto posterò le foto di dove vado a correre, sul lato est della baia.
dove le lingue di terra si allungano. dove c'è una fila di casettine a palafitta colorate, enon so chi ci abita - e me lo chiedo, perchè vorrei essere io. dove c'èun incessante via vai di neozelandesi in forma che corrono, ciclettano, camminano il cane ( un terronismo, mi manca - infatti qui non solo lo scendono, ma lo camminano, appunto , per ore). e dove i ragazzini maori si buttano come se niente fosse in acqua dai moli, e sguazzano allegr senza muta. e i pescatori asiatici, o dall'aria asiatica, buttano le lenze e si guardano attorno circospetti, ma in fondo tranquilli.
e io corro di fianco.
(mi sento u po' fortunata)
sono in una nuova casa in riva al mare. non mia! ovvio, magari... lasciata incustodia per un settimana dal mio secondo supervisore, ben, un omino di miele. un omone, per la verità, o forse una via di mezzo, un uomo, via. però dolce.
davanti a me l'evans bay yacht club, responsabile di questa foresta di spinnaker e pennoni e alberi maestri che mi sta assordando da mezzo pomeriggio, ma anche, con ogni probabilità, del mio corso di vela chei inizierà a febbraio. quindi lo yacht club viene perdonato :)
non volgio stare a dirlo, la questa casa è una meraviglia. ho annegato delle piante di peperoncino e basilico che mi sono state lasciate in custodia, ho leggiucchiato tutti i libri, visto due documentari, occupato con dovuto zelo per ore il posto a tavola davanti a due finestre giganti, che specchiano il bianco della casa nel blu di questo mare che si fa rispettare.
ho studiato un pò-persino :)
e a metà di un pagina oggi ho alzato gli occhi e c'era un arcobaleno gigante, una sezione larga e quasi piatta di circonferenza, che partiva da una delle lingue di terra che corrono a est lungo la strada e finiva nell'acqua dritta davanti a me. dall'agitazione mi è venuto caldo e mi sono sfilata la felpa incastrandomi mentre cercavo affannosamente la macchina fortografica. la striscia di colori mi sembrava così fantastica ma fragile che avevo paura sparisse prima che potessi immortalarla.
invece sono riuscita. come sono riuscta ieri a fotografare un manto di nubi che attaccava di soppiatto il lato nascosto delle colline, sull'altro braccio della baia. quel che si vedeva da qui era un soffio lattiginoso che scavalcava il bordo di alberi, e chiaramente progettava di riversarsi e riempire il pezzo di mare in mezzo.
click, click. sono una pena a fare le foto ma mi dispiace testimoniare tutte queste piccole variazioni sul tema in silenzio, e da sola. o no, non che mi dispiaccia: ma se non le blocchi a volte ti sopraffanno in numero, countless, endless little wonders.
non è proprio da me fare questi pensieri!!!
al più presto posterò le foto di dove vado a correre, sul lato est della baia.
dove le lingue di terra si allungano. dove c'è una fila di casettine a palafitta colorate, enon so chi ci abita - e me lo chiedo, perchè vorrei essere io. dove c'èun incessante via vai di neozelandesi in forma che corrono, ciclettano, camminano il cane ( un terronismo, mi manca - infatti qui non solo lo scendono, ma lo camminano, appunto , per ore). e dove i ragazzini maori si buttano come se niente fosse in acqua dai moli, e sguazzano allegr senza muta. e i pescatori asiatici, o dall'aria asiatica, buttano le lenze e si guardano attorno circospetti, ma in fondo tranquilli.
e io corro di fianco.
(mi sento u po' fortunata)
Wednesday, December 29, 2010
il pacco
il pacco è finalmente arrivato. oggi, prima delle fine di questo denso, eccitante, nuovo 2010.
mentre ormai stavo già scappando via dal natale, progettando un'immersione in mare stamattina, letture nel pomeriggio, un passaggiata serale per vedere i glow worms in piena livrea estiva al botanic garden, più qualche preoccupazione per curare un amico a cui è venuto un mostruoso occhio gonfio non si sa perchè.
e invece eccomi di nuovo improvvisamente immersa nel natale. sembra che da un momento all'altro debba nevicare!
ero all'università, gli amici mi hanno messo il pacco, grande da tenerla aperta, davanti alla porta della camera. appena l'ho visto mi è saltato il cuore in gola. il pacco!! eè arrivato!! ma sono andata prima a salutare tutti e ad avvisare che ho messo l'acqua per la pasta.
poi mi sono seduta da sola sul letto in camera, semibuia nel pomeriggio che sta scivolando in sera, con il vento (solito) improvvisamente diventato freddo. e ho aperto: un pigiama bellissimo, un libro di torte e cuori di plastica per produrre nuovi cuori di biscotto o cioccolato, in quantità indefinite, una lettera di papà (nnnnnhhhh!! babbo! mi manchi...), tutte le scritte sul libro di crostate e un'altra medaglietta della nonna che dovrò decidermi ad attaccare a qualche catenina. e poi, mentre giravo la manovella del carillon natalizio e fiocchi di neve cominciavano a scendere lenti e quieti nella stanza, e io a sentirmi terribilmente commossa, ho trovato anche una foto di me la nonna e la mia amica ale al lago, luminosa, e le parole dello zio franco, e i saluti di tutti che conosco così bene...e pezzi di cioccolato che hanno sparso le loro deliziose aureole di burro per tutto il pacco e anche, come si deve, su dorso e coste del libro di filosofia (si-hiiii!!! questa è giustizia).
lo so che non aggiorno il blog, lo so che dovrei e vorrei dire di più di me, perchè ci si può facilemente perdere in una grande distanza, ma faccio fatica a farlo perchè sto vivendo a fondo e intensamente - e ne sono felice.
però quando arrivano pacchi come questo, e aprendoli trovo dentro, come in un vaso di pandora al contrario, tutto il bene l'amore e l'affetto dala mia famiglia e delle persone con cui sono cresciuta, sì, mi sento un po' in colpa perchè non mi faccio sentire quanto vorrei, ma soprattutto... soprattutto mi sento troppo, troppo , esageratamente fortunata. talmente fortunata che mi viene da gridare!
grazie.
Chiara
mentre ormai stavo già scappando via dal natale, progettando un'immersione in mare stamattina, letture nel pomeriggio, un passaggiata serale per vedere i glow worms in piena livrea estiva al botanic garden, più qualche preoccupazione per curare un amico a cui è venuto un mostruoso occhio gonfio non si sa perchè.
e invece eccomi di nuovo improvvisamente immersa nel natale. sembra che da un momento all'altro debba nevicare!
ero all'università, gli amici mi hanno messo il pacco, grande da tenerla aperta, davanti alla porta della camera. appena l'ho visto mi è saltato il cuore in gola. il pacco!! eè arrivato!! ma sono andata prima a salutare tutti e ad avvisare che ho messo l'acqua per la pasta.
poi mi sono seduta da sola sul letto in camera, semibuia nel pomeriggio che sta scivolando in sera, con il vento (solito) improvvisamente diventato freddo. e ho aperto: un pigiama bellissimo, un libro di torte e cuori di plastica per produrre nuovi cuori di biscotto o cioccolato, in quantità indefinite, una lettera di papà (nnnnnhhhh!! babbo! mi manchi...), tutte le scritte sul libro di crostate e un'altra medaglietta della nonna che dovrò decidermi ad attaccare a qualche catenina. e poi, mentre giravo la manovella del carillon natalizio e fiocchi di neve cominciavano a scendere lenti e quieti nella stanza, e io a sentirmi terribilmente commossa, ho trovato anche una foto di me la nonna e la mia amica ale al lago, luminosa, e le parole dello zio franco, e i saluti di tutti che conosco così bene...e pezzi di cioccolato che hanno sparso le loro deliziose aureole di burro per tutto il pacco e anche, come si deve, su dorso e coste del libro di filosofia (si-hiiii!!! questa è giustizia).
lo so che non aggiorno il blog, lo so che dovrei e vorrei dire di più di me, perchè ci si può facilemente perdere in una grande distanza, ma faccio fatica a farlo perchè sto vivendo a fondo e intensamente - e ne sono felice.
però quando arrivano pacchi come questo, e aprendoli trovo dentro, come in un vaso di pandora al contrario, tutto il bene l'amore e l'affetto dala mia famiglia e delle persone con cui sono cresciuta, sì, mi sento un po' in colpa perchè non mi faccio sentire quanto vorrei, ma soprattutto... soprattutto mi sento troppo, troppo , esageratamente fortunata. talmente fortunata che mi viene da gridare!
grazie.
Chiara
Wednesday, November 3, 2010
here
oggi sono stata camminare un attimo sul monte dietro casa , mount ainslie.
devo preparare il talk, ma mi sentivo esaurita e il brillare glorioso del sole di tardo pomeriggio attraverso le finestre del soggirono, mi ha fatta isitintivamente grab the keys a step quickly out of the door.
il sole a quest'ora ha per me un fascino incantatore, irresistibile.
cosi' mi sono incamminata. era bellissimo!
come sempre, ho l'impressione che la natura qui sia piu potente - e piu sana anche.
ma quel che mi ha inebriata e' stata la sensazione di sfuggire alla casa, all'artificio umano, e respirare fuori.
la stessa cosa che sentivo quando dopo una settimana o piu di chiusure, scappavo a fare una passeggiata nei boschi, o meglio ancora, a brunate (sciocca predilezione, eppure presente).
ed ecco, mi sembrava proprio di essere a brunate. familiarita': nonostante il bosco qui sia una bosco di eucalipti, la terra rossa come il fuoco, e le erbe protese in forme inappropriate, inerpicandomi assorbivo questa sensazione positiva di familiarita'.'
non sono potuta stare molto, i computer mi chiamava indietro.
scendendo, in una radura, mi sono imbattuta in...un gruppo di canguri.
no.... decisamente non era brunate.
devo preparare il talk, ma mi sentivo esaurita e il brillare glorioso del sole di tardo pomeriggio attraverso le finestre del soggirono, mi ha fatta isitintivamente grab the keys a step quickly out of the door.
il sole a quest'ora ha per me un fascino incantatore, irresistibile.
cosi' mi sono incamminata. era bellissimo!
come sempre, ho l'impressione che la natura qui sia piu potente - e piu sana anche.
ma quel che mi ha inebriata e' stata la sensazione di sfuggire alla casa, all'artificio umano, e respirare fuori.
la stessa cosa che sentivo quando dopo una settimana o piu di chiusure, scappavo a fare una passeggiata nei boschi, o meglio ancora, a brunate (sciocca predilezione, eppure presente).
ed ecco, mi sembrava proprio di essere a brunate. familiarita': nonostante il bosco qui sia una bosco di eucalipti, la terra rossa come il fuoco, e le erbe protese in forme inappropriate, inerpicandomi assorbivo questa sensazione positiva di familiarita'.'
non sono potuta stare molto, i computer mi chiamava indietro.
scendendo, in una radura, mi sono imbattuta in...un gruppo di canguri.
no.... decisamente non era brunate.
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